Gli armadi dei nonni possono essere dei nascondigli perfetti per piccole briciole di storia.
Ci è capitato di ereditare, per vie traverse, diverse foto risalenti alla guerra in Etiopia. La storia la studiamo tutti, ma il contatto diretto con una foto ci permette di realizzare, in modo ancora più vivido, quello che è stato realmente quel periodo. Soprattutto l'orrore.
Da una parte abbiamo trovato tante immagini che raffiguravano persone del posto, alcune di una bellezza inaspettata.
Dall'altra, l'orrore nel scoprire numerosissime foto di persone impiccate e uccise, conservate come ricordo, alcune commentate con "battute". La superficialità e freddezza con cui queste memorie sono state raccolte mi ha fatto letteralmente gelare il sangue. Mi ricorda quello di cui siamo l'essere umano è capace, cosa che non dovremmo mai dimenticare. La "normalità" dell'orrore, o come direbbe qualcun altro, "la banalità del male".
Così ho deciso di scannerizzare e pubblicare alcune di queste foto, forse è il momento che escano dal nascondiglio dentro l'armadio.
Forse ha un senso ragionarci su.
Questo primo gruppo di foto racchiude tante persone del posto, donne uomini e bambini.
CONTATTAMI
Raccontami qualcosa di te
Ogni storia inizia da una conversazione.
Non serve avere già tutto deciso: scrivimi chi sei, cosa vorresti raccontare e, se lo sai, quando ti piacerebbe farlo.
Ti risponderò con tutte le informazioni necessarie.






































